REVIEW DEL CONCIERTO DE IRON MAIDEN EN ROMA (ITALIA) DEL 3 DE MAYO DE 1998 COMO PARTE DEL "VIRTUAL XI WORLD TOUR"

English
Genova, December 8th, 1998 During the last ďVirtual XI World TourĒ Iíve had the occasion to admire twice the great MAIDEN, in Genoa and in Rome. In both concerts the fans werenít too much: it seems that in Italy, where our band is very followed, the interest is more low. The first thing I saw in the concert area was the fansí disposition... strong headbangers between 14 and 20 years old in the first step, while walking to the end the middle age was more high. I, still 28 y.o., follow IRONS since 1981 (I was 11!!!) and I stayed obviously back and was delighting to see middle-age people, tired to make troubles, that were waiting patiently concertís starting, someone with his son hand by hand. In Italy, as we know, every metal kid loves IRON MAIDEN, and the band knows very well how make happy their supporters, putting in the track list the older songs. The more frequent question was: How will be this new singer? Steve could be his father... the answer will not be late to arrive. Usual stage, usual big event, with the smoking scenic structures that wait the lower light, and an intence working by the crew, for the last recommendations: we know that MAIDEN care everything. There was also an MTV troupe. Finally lights turn off, and we see two fantastic gigs.

First of all the DIRTY DEEDS, four violent Englishmen who offer a good metal and nice presence. Then the big HELLOWEEN, who with their new singer (he should come in the IRON, uff!!!) give a first-class music, very strong and full of intensity. Ten minutes of time-out, then... here they are!!!

A storm of notes invades the area, that burns to Nickoís enrulements... guitars go on and every person looks for Steve, who appears strongest with the Virtual XI Football shirt and here the first surprise for whom have lived with MAIDEN since 1980... my God, Steve plays with plec !!!!

And itís not ended... as Blaze sings the first words of ďFuturealĒ the older fans were astonished. Who criticized Bruce Dickinson for his low live qualities, now have to regret him. And when Steve leaves (his goodness!) the plec to play the older songs (the immortal and very clapped Heaven can Wait, The Clairvoyant, The Trooper, The Prisoner, The Number of the Beast, Hallowed be thy Name and so one) Blaze fails regurarly and completely start and tone mode of the song, arriving to make unrecognizable also Two Minutes to Midnight, transformed for the occasion. If from a side is unbelievable to see Steve, Dave and Nicko who play entusiastic as always (Janick is good, but jokes too much with his guitar, he throws it in air too often), to the other we see the older fans twistling very much Blaze, and showing banners of disappointment on this choice by the band. In Rome, particullary, he was less twistled but he did mad signs to people.

Anyway, the band we are accostoumed to see is here, strong, full of precision, speed, violent, intense. A very good concert, supported very well by special effects. We need more time to heard the new line-up, but only the music we have listened to covers the ticket cost. The merchandising was expensive, too. But IRONS are always IRONS, and itís the worth of spending more money, or not? The intensity and the energy didnít change, and itís the most important thing, itís what we wanna see during the event.

Italiano


Genova, 8 Dicembre 1998.

Nel corso del "Virtual XI World Tour" ho avuto occasione di ammirare i mitici MAIDEN due volte in Italia, a Genova e a Roma. In entrambe le occasioni la folla di fans non era molto numerosa: pare che in Italia, nota roccaforte del gruppo, stia scemando l'interesse sempre più. Una cosa che ho notato immediatamente entrando nell'area del concerto è stata la disposizione dei fans... agguerriti headbangers tra i 14 e i 20 anni nelle prime file, mentre via via verso il fondo l'età media delle persone saliva, saliva sempre più. Io ormai, 28enne che segue gli IRON dal 1981 (avevo 11 anni!!!) mi ero naturalmente sistemato in fondo, ed è stato bellissimo notare fans ingrigiti, stanchi ormai di pogare, che attendevano con consumata pazienza l'inizio del concerto, magari con il figlioletto in braccio.

In Italia, si sa, qualsiasi "metallaro" che si rispetti ama gli IRON MAIDEN, e loro sanno benissimo come accontentare il loro pubblico, intervenendo sempre sulla scaletta in modo da offrire ai fans italiani le loro canzoni più vecchie. La domanda più ricorrente era: ma come sarà questo nuovo cantante? Già, dicevano i più esperti e scettici, Steve potrebbe essere suo padre... la risposta non si fece attendere più di tanto.

Solito palco, solito clima da grande evento, con le strutture sceniche che fumano in attesa che si spengano le luci, e un intenso viavai di gente del crew, per gli ultimi ritocchi. Si sa che i nostri beniamini non trascurano nessun dettaglio, e chi come me li vede per l'ottava, o decima volta è ormai abituato a respirare l'attesa.

Quando finalmente le luci si spengono, assistiamo a due bellissimi concerti. Prima i DIRTY DEEDS, quattro inglesi scatenati che offrono una buona dose di metal e simpatia. Poi i grandi HELLOWEEN, che col nuovo cantante (che doveva venire negli IRON, accidenti!!!) sfoderano una prestazione di gran classe e intensità. Dieci minuti di pausa, poi... eccoli!

Un uragano di note si abbatte sul pubblico, che trema alle rullate di Nicko... le chitarre si inseriscono, veloci e precise, mentre tutti cercano con lo sguardo Steve, che si presenta agguerritissimo con la maglietta dei Virtual XI Football, e qui già la prima sorpresa che lascia di sasso chi per questi 18 anni ha vissuto di MAIDEN... o mio Dio, Steve suona col plettro!!!

E non è finita... appena Blaze intona le prime parole di "Futureal" i piccoli fans si scatenano, ma i "seniores" sussultano... non ha presenza scenica, è presuntuoso ed ha un tono da oltretomba. Chi in questi anni ha criticato Bruce Dickinson per le sue scarse qualità vocali dal vivo, deve rimpiangerlo. E se Steve abbandona il plettro -bontà sua!- quando suona le vecchie canzoni (le applauditissime e immortali Heaven can Wait, The Clairvoyant, The Trooper, The Prisoner, The Number of th Beast, Hallowed be thy Name, ecc.), Blaze non manca di sbagliare completamente approccio e modalità su ogni canzone, rendendo irriconoscibile pure Two Minutes to Midnight, appositamente suonata diversa per lui. Se da un lato stupisce vedere Steve, Dave e Nicko che suonano con l'entusiasmo e la grinta di sempre (Janick è bravo, ma troppo evanescente, continua a giocare lanciando la chitarra in aria), dall'altro si vedono i vecchi fans fischiare a scena aperta Blaze ed esibire striscioni (civilissimi per la verità) di disappunto sulla scelta del nuovo cantante. Nel concerto di Genova è stato ampiamente fischiato, in quello di Roma un po' meno ma ha rivolto dei brutti gestacci verso i suoi contestatori.

Insomma, i soliti agguerriti IRONS, con una piccola delusione cui ci dovremo abituare. Sentirli e sopattutto vederli suonare è ancora bellissimo, gli effetti speciali grandiosi, le sonorità impeccabili, un gran bel concerto. Con un merchandising un po' caro, per la verità!!! Ma gli IRON sono sempre gli IRON, e vale spendere qualche lira in più, no? L'energia e la voglia di suonare sono quelle antiche, ed è quello che alla fine vogliamo vedere sul palco.

ANTONIO (Genova- Italy)
aea@promix.it

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